Lo tsunami, un anno dopo

Tokyo- Ad un anno dal disastro dell’11 marzo 2011, TomoAmici ha avuto l’occasione di visitare i luoghi gravemente danneggiati dallo spaventoso tsunami. Sono andata a vedere di persona. La ripresa è molto lenta e viene portata avanti con enorme difficoltà . La maggior parte delle zone colpite dal disastro naturale non riesce ad riprendersi. I terreni non sono più edificabili perché sono ora più bassi del livello del mare, e c’è una quantità enorme di macerie; mancano piani regolatori per i paesi e le città, manca il personale, mancano i soldi. Per centinaia di chilometri si vede sempre lo stesso paesaggio desolante. Ma ho anche incontrato persone del luogo che stanno facendo sforzi immani per riprendere una vita normale, e volontari ammirevoli che aiutano la gente in vari modi. Io mi sono sentita impotente; noi che viviamo lontano, che cosa possiamo fare? Lo tsunami ha causato un disastro incommensurabile ma, dopo un anno, la mia conclusione è che questa zona sia vittima anche dell’incidente della centrale nucleare di Fukushima. Perché la gente ha quasi dimenticato la devastazione del terremoto e dello tsunami, e pensa solo al problema di Fukushima, e il problema della rimozione delle macerie di questa zona non esisterebbe se non ci fosse paura della radioattività. Anche lo stato giapponese avrebbe potuto spendere molto di più per la ricostruzione di questa vasta area se non ci fosse stato il costo enorme dell’intervento nella centrale di Fukushima. Io penso sia nostro dovere come minimo non dimenticare e far conoscere il più possibile alla gente le informazioni che riusciamo ad ottenere.C.Wada
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