Class Action contro i responsabili del disastro nucleare di Fukushima

Fukushima - L’11 giugno 2012, 1.324 cittadini hanno depositato presso il Tribunale di Fukushima i capi di accusa contro i responsabili del disastro nucleare di Fukushima: dirigenti della Tepco, funzionari addetti al controllo della sicurezza nelle centrali nucleari e medici ricercatori che, divulgando notizie false sugli effetti della radioattività, hanno incrementato il numero di vittime. Il 1 agosto il Tribunale di Fukushima ha accolto la causa; lo stesso avveniva nei vari Tribunali presso cui altri persone e gruppi  hanno iniziato una causa contro alcuni dei responsabili. Da agosto questo Comitato di class action stava raccogliendo altre adesioni per muovere una seconda causa. Ad un incontro per promuovere le adesioni, il 24 ottobre a Kuroiso, prefettura d’Ibaraki confinante con quella di Fukushima, ho incontrato la signora Ruiko Mutō, presidente del Comitato.  La signora Mutō spiegava la motivazione della causa giudiziaria e le condizioni attuali di Fukushima, e ha invitato ad aderire a questa iniziativa anche gli abitanti di Ibaraki. Ha poi sottolineato l’importanza dell’opinione pubblica e del divulgare le giuste informazioni. Al momento di depositare i capi di accusa il 15/11/2012 per la seconda causa, il numero di adesioni è stato 13.262, superando l’obiettivo  di 10.000!
           

Come stanno le ortensie?

Tokyo- Come stanno le cose?  Sui giornali e alla televisione non si parla più né delle manifestazioni contro la riattivazione della centrale di Ōi, né dei continui disagi delle persone che ancora vivono in Tōhoku, e nemmeno dei tanti movimenti d’opinione critici rispetto alla produzione di energia nucleare.  I quali continuano a incontrarsi ogni venerdì intorno la residenza del primo ministro, persone sempre più convinte di dover prendere posizione, facendo di questo appuntamento un gesto importante della propria vita. La manifestazione era iniziata con le proteste contro la riattivazione dei reattori di Ōi, ed è continuata con il nome di Rivoluzione delle Ortensie, da quando una signora vi ha partecipato portando un mazzo di ortensie.
Questo fiore, composto da molte piccole corolle, ben rappresenta la forza che deriva dall’unione. Ho visto con i miei occhi e percepito la forza della convinzione di persone differenti e disparate ma unite nel loro desiderio di libertà e coscienza, al di là di qualsiasi ideologia. Fra di loro ho incontrato anche il sign.Toshibō, uno degli eccezionali protagonisti del documentarioL’isola degli àuguri, che con la loro lotta stanno da oltre trent’anni impedendo la costruzione di una centrale nucleare nel loro comune.