Informazioni su Fukushima

Tokyo – 22/4/2014       この記事の日本語版はこちら⇒
La filiale di Nerima della New Japan Women’s Association ha organizzato un incontro dei cittadini nella succursale nord del comune di Nerima, dove da TomoAmici hanno partecipato Chie Wada che vive a Torino ma si trovava a Tokyo e Takashi Kikkawa, un’abitante di Nerima-ku. La presidentessa della filiale, la signora Setsuko Miyamae ha sottolineato l’importanza  della diffusione delle informazioni sulla attuale situazione di Fukushima. Per cominciare, Chie Wada ha fatto vedere questi due video in versione originale prima che TomoAmici li avesse doppiati in italiano.
Fukushima, peggio di Chernobyl!  
La vera storia del disastro nucleare di Fukushima
Il primo video è la registrazione di una parte della conferenza del 2012 tenutasi a Tokyo dalla dottoressa Helen Cardicott, una pediatra, in cui spiega il livello altissimo della contaminazione radioattiva in Fukushima (ben peggio di Chernobyl) e la sua conseguenza attuale e nel futuro. Il secondo video è stato realizzato nell’occasione del II° anniversario dell’incidente nucleare, dove l’ingegnere Hiroaki Koide spiega la sequenza dell’incidente di Fukushima. TomoAmici aveva preparato anche un’ altro video “Pericolo delle radioattività artificiali anche alla minor quantità…” ma per problemi di tempo, questo video non è stato proiettato. In ogni modo questi tre video sono stati realizzati qualche tempo fa, e spiegano la pericolosità della radioattività in generale e delle  probabili conseguenze dell’incidente di Fukushima. Queste informazioni fornite dai tre video dovrebbero essere già conosciute  dalla popolazione giapponese in teoria, ma in realtà non è così. In questo incontro, TomoAmici ha offerto ai partecipanti  un filmato  trasmesso recentemente dalla televisione francese per il terzo anniversario dell’incidente e sottotitolato in giapponese. ▼ Fukushima, verso la contaminazione mondiale! 
Grazie ai giornalisti francesi coraggiosi, si sono scoperti gli inganni fatti dalla Tepco e dal Governo giapponese. Non avendo avuto il tempo sufficiente per la visione dell’intero filmato, è stato proiettata solo la parte iniziale che mostrava una cosa incredibile; nelle scuole della prefettura di Fukushima hanno installato dei rilevatori della radioattività.  Il ministero dell’educazione aveva protestato che questi rilevatori  indicavano livelli di contaminazione troppo alti e chiese di abbassare i dati. La ditta fornitrice non accettò la richiesta fatta dal ministero, dicendo che i loro macchinari erano adeguati alla normativa internazionale. Adesso questa vicenda è al tribunale, ma nel frattempo il ministero ha fatto installare altri rilevatori, sigillando quelli di prima e scrivendo sopra “Guasto”. I rilevatori installati successivamente indicano un livello più basso di contaminazione. TomoAmici ha un altro filmato trasmesso alla televisione in Germania, in cui mostra che il Governo del Giappone aveva alzato la soglia minima della accettabilità della radioattività! L’esperto dichiarava nel filmato “E’ già ridicolo di usare la parola “Accettabilità” in confronto alla radioattività, ma alzare la soglia di 20 volte in più rispetto a prima dell’incidente di Fukuahima, includendo i bambini è inaccettabile”.
                      
Il video tedesco non è stato proiettato ma Chie Wada ha riferito ai partecipanti il contenuto del filmato. L’esistenza di questi filmati significa che l’autorità giapponese continua a nascondere intenzionalmente la verità. TomoAmici ha proiettato anche il grafico fornito dalla commissione europea nel mese di febbraio di questo anno, che dice il 9 % del territorio giapponese è contaminato gravemente. Takashi Kikkawa in qualità di farmacologo che possiede un documento dove è segnata la quantità della radioattività nell’arco della sua vita, ha spiegato che non potrà mai azzerare la radioattività dentro il suo corpo subito, e dopo aver raggiunto la quantità massima di radiazioni lui non potrà entrare mai più in laboratorio.Secondo la commissione europea, il livello di contaminazione del 9 % del territorio Giapponese risulta essere pari a quello del laboratorio di cui parla Kikkawa.
Un partecipante, una madre di bambini iscritti alle elementari, dice che lei non fa bere il latte ai suoi figli alla mensa scolastica con l’autorizzazione del preside, perché non è chiara la provenienza del latte. Le altre giovani madri ripetevano di essere state private di informazioni e dicevano che sono loro stesse che si devono procurare le informazioni. Per concludere l’incontro, e sollevare il morale dei partecipanti, ha proiettato il video prodotto in Italia da TomoAmici, Dall’Italia “Hana wa Saku”.

Candle Night per Tōhoku

Asaka – 12/04/2014     ➡この記事の日本版はこちら
L’iniziativa “Candle Night per la ricostruzione di Tōhoku”  organizzata dal Rotery Club – Asaka e patrocinata dal comune di Asaka, città confinante con Tokyo, ha avuto luogo il 12 aprile 2014, dopo 3 anni e un mese dal terremoto e lo tsunami del 2011 ad Asaka. L’evento si è aperto con il saluto del presidente del Rotary Club – Asaka.
  
Signor Takumi Takemori, autore di “Inno di condivisione” che TomoAmici spesso usa per
i video di sua produzione, ha condotto la serata in costume di Nukadukeman, un idolo dei bambini giapponesi.                Mentre sul palcoscenico nel parco del municipio di Asaka susseguivano le esibizioni dei musicisti professionali e non, le varie associazioni tenevano i banchetti per fare conoscere le loro attività di beneficienza per Tōhoku e per la vendita dei loro gadget, come ad esempio le confezioni di alghe provenienti dalla zona di Sanriku del Tōhoku. Anche le piantine in vaso venivano offerte ai partecipanti della serata dal Rotary Club.
                      
In questa occasione, TomoAmici ha consegnato un disegno come simbolo dell’amicizia tra  l’Italia e il Giappone  alla signora  Asako Ōishi, e delle ghirlande al dott. Shinichirō Maruyama. Entrambi  sono stati realizzati da alcuni bambini italiani.
La signora Asako Ōishi è la presidentessa di ”Wakewake Charity Project e grazie a lei 
“l’amicizia tra i bambini italiani e di Fukushima” si è concretizzata.
   
 Dott. Shinichirō Maruyama fa parte dell’associazione nazionale dei dentisti pediatrici, e questa associazione ha già pubblicato il volume I° e II° di “Ricevere e donare il cuore dei bambini” (raccolte dei disegni per incoraggiare i bambini del Tōhoku) e nel giugno prossimo è prevista la pubblicazione del III° volume, dove sono inclusi i disegni dei bambini italiani. Anche Chie Wada di TomoAmici ha  cantato “Hana wa Saku” alla conclusione della serata.
  

Lo tsunami, 3 anni dopo

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Tōhoku – l’aprile 2014
Il sisma di magnitudo 9 colpì la regione di Tōhoku del Giappone l’11 marzo del 2011. Il terremoto e lo tsunami causarono circa 18,500 vittime, distruggendo molte infrastrutture. E’ stato il più grande disastro naturale che il Giappone abbia mai subito nella storia. Ma l’incidente della Centrale nucleare di Fukushima, che si susseguì alla catastrofe naturale, monopolizzò le attenzioni del mondo, confondendo le vittime e i danni della catastrofe naturale con quello nucleare che, in futuro, saranno molti di più. Il problema del nucleare mi interessa molto, tuttavia due anni fa ho avuto occasione di visitare la Prefettura di Miyagi, (più nord della Prefettura di Fukushima) dove il suo problema era la conseguenza della catastrofe naturale. Questo viaggio è iniziato da Sendai , il capo luogo di Miyagi, e dopo seguendo la costa dell’Oceano Pacifico verso nord; Tokyo⇒②③④⇒Tokyo. Ho visto il grande ritardo della ricostruzione del territorio, come descritto nell’articolo ”Lo tsunami, un anno dopo”e il video,“Uno sguardo a ciò che non c’è più” usato per il nostro progetto “Vedo, sento e…?”. Il 6 aprile di questo anno la piccola linea ferroviaria che collega Miyako e Kuji è stata completamente ripristinata e inaugurata nuovamente dopo tre anni di lavori. E allora, andiamo a visitare questa zona, Prefettura di Iwate!! La prefettura di Iwate, di cui il capoluogo è Morioka , è ancora più lontano da Fukushima. L’8 aprile, abbiamo preso un treno ad alta velocità ultimo modello fino a Morioka , l’ultima tappa del viaggio del 2012. Ci ha messo due ore per la distanza di poco meno di 600Km. Prendendo linea locale, ci siamo dirette a  Miyako, circa 90 Km verso est da Morioka , ci sono volute altre 2 ore. Mia madre di 90 anni, che non può camminare a lungo, ha usufruito di una carrozzina e l’ascensore alla stazione di Morioka per il cambio di treno, invece alla stazione piccola di Miyako, la scala mobile di mono posto e tre ferrovieri ci aspettavano come da foto. I servizi di questo genere funzionano benissimo in Giappone. L’hotel dove abbiamo dormito è situato sull’altura con vista mare, ma in questa zona non ci sono le terme, ciò significa che è svantaggiata per il turismo.
*Cliccando sulla foto, s’ingrandisce.
                      L’indomani, un taxi ci ha portato alla Jōdo-ga-hama, una frazione della città di Miyako, dove sono partite le piccole imbarcazioni per la gita della baia molto carina con piccole isolette di roccia. Il conducente ci racconta che lui era proprio in barca al momento della prima scossa; prima di tutto, è tornato al porticciolo e ha lasciato i clienti e li ha fatto allontanare dal mare, ha sistemato con i colleghi le barche legandole bene al molo, poi sono scappati via. Nonostante tutti questi sforzi,  è stata salvata una sola barca. Loro considerano questa barca salvata come un oggetto fortunato. Riprendendo il taxi, ci siamo diretti verso il quartiere “Tarō” (Miyako). Durante il tragitto, il tassista ha raccontato che il proprietario delle imbarcazioni ha perso la moglie che era tornata indietro a casa per salvare il cane…… Tutti e due non cel’hanno fatta….   ⇒filmato della gita della baia
                       Questa costa (~⑧) chiamata “Sanriku” ha subito i due grandi tsunami nel 1896 e nel 1933. Questo quartiere di Tarō è stato quasi completamente distrutto per due volte e, per proteggere questa zona, nel 1966 fu ultimato un muro di lunghezza totale di 2433m e 10m di altezza. Questo muro di protezione, a forma di X, era considerato indistruttibile contro lo tsunami. Ma purtroppo non è stato così….. Ci sono state circa 200 vittime sui 4434 abitanti di Tarō. La percentuale delle vittime è molto basso in confronto ad altri quartieri, grazie al muro. Alcune di queste vittime che si fidarono troppo del muro, guardando lo tsunami da sopra il muro, sono stati travolti. Lo tsunami ha sorpassato il muro e ritirandosi ha distrutto un’ala nel lato al mare.  Siamo salite sulla parte rimasta in piede del muro.  ⇒Filmato dal muro
                      
Abbiamo preso il treno dalla stazione di Tarō fino al capo linea Kuji .Ho constatato che questa linea serviva e serve agli abitanti della zona che non usano la macchina per muoversi. Sarà molto difficile lanciare questa linea per il turismo, perché la maggior parte del tratto passa dentro gallerie, e comunque non sufficientemente vicino alla costa per godere dei paesaggi. Nonostante le decorazioni festose sul treno e agli ingressi delle stazioni, questo fatto mi ha rattristata. Ecco il perché ci hanno messo così tanto tempo per ripristinare questa ferrovia e anche prima della catastrofe, la bilancia della società era in passivo, invece è assolutamente necessaria per la vita della popolazione. Una passeggera del luogo, dopo averci chiesto da dove venivamo, ha cominciato a ringraziarci, per essere venute, dicendo che loro si sentono un po’ abbandonati o dimenticati dal resto del Giappone. La maggior parte dei paesaggi che potevamo vedere dal treno, era una seria di cantieri ma non si capiva di quale tipo …. Siamo arrivati a Kuji, dove abbiamo pranzato, e siamo tornate in dietro a Miyako con il treno decorato allegramente. Passando la città di Miyako, l’autista, un dipendente dell’Hotel, ci ha raccontato di quel giorno, indicando i posti. “Fino qui è arrivata una nave, e ci è voluto tantissimo tempo per sgombrarla”, “Questo palo è quello della famosa foto a cui un signore aggrappato salendo sul tetto della sua macchina era stato salvato”, “Al momento ero in servizio in Hotel, ho visto lo tsunami sotto le finestre dell’hotel, fortunatamente la mia famiglia abita nella zona alta”.
                      Lo stesso tassista ci ha accompagnato anche il terzo giorno, ci ha svelato gli episodi dolorosi con tono pacato ma non riusciva a nascondere i suoi sentimenti ancora vivissimi anche se sono passati tre anni. Lui teneva tantissime foto del disastro dentro il cruscotto, e ci faceva vedere…. Abbiamo sentito benissimo quanto il tassista fosse addolorato della catastrofe subita dalla zona dove vive, nonostante che non avesse perso nessun familiare. Abbiamo proseguito la strada statale per guardare bene i paesaggi. Ma che desolazione! Sempre lo stesso paesaggio, non si distingue più quale quartiere o quale paese erano. I terreni che sembrano  nuovi insediamenti, in realtà, erano stati una volta ricoperti dalle varie costruzioni. Forse le differenze sono nel non esserci più rifiuti e non vedere gli edifici in piedi ma non agibili, come avevamo visto due anni fa, a Kesen’numa o nelle atre città come ②③④. L’unica consolazione che abbiamo avuto durante il tragitto fino a Kuji ,  è stato il Muro di Ōtanabe di Fudai, il piccolissimo comune che si trova a metà strada da Tarō a Kuji Questo muro ultimato nel 1967, insieme alla Chiusa di Fudai costruita nel 1984, ha salvato questa comunità.Fuori dal muro, c’erano sei porticcioli da pesca, sono stati completamente distrutti, ma i pescatori sono scappati sul muro e si sono salvati, tranne uno. Il racconto del tassista combacia con l’informazione che ho avuto da altre fonti; Dopo le due esperienze dei grandissimi tsunami del 1896, e del 1933 che causarono tantissime vittime umane, hanno deciso di costruire un muro, e nella progettazione del muro, il sindaco dell’epoca, ha insistito nell’erigerlo a più di 15m di altezza, considerato troppo alto dall’opinione pubblica. Il tassista ci ha detto: ” Dopo lo tsunami del 2011, la gente va al cimitero dove è sepolto il sindaco, per ringraziare la sua lungimiranza”.
                       Proseguendo la strada fino a Kuji, gli stessi paesaggi; cantieri aperti e il terreno raso con qualche prefabbricato. Perché la gente sfollata non può tornare alla propria casa dopo 3 anni? Ma perché i lavori non vanno avanti?  La sensazione che io ho avuto è che non c’è nessuna prospettiva nella ricostruzione dei territori. Non sanno quale direzione prendere. Il tassista ripeteva “grazie alla decisione del sindaco di Tokyo, noi ci siamo liberati da tutti i rifiuti”. Sì è vero; due anni fa, si parlava tantissimo di quei detriti come fosse unico grande problema che impediva le riqualificazioni dei territori, ma adesso non ce ne sono più. E allora una volta che il territorio è stato ripulito, che cosa si fa?  La caratteristica della Costa Sanriku è che una parte di costa è a strapiombo, e una parte è costituita da baie, ed ogni baia ha una sua comunità. Trasferire le comunità verso le zone più alta è infattibile. I pescatori o i piccoli contadini non possono vivere su una terra di montagna!
                    Sorpassando tutti questi problemi, ricostruire esattamente come tutto quanto era prima dello tsunami è nemmeno possibile! Come avevo raccontato nel video, “Uno sguardo ciò che non c’è più”, c’è il problema del ribassamento del livello del terreno. Avevo visto 2 anni fa, il muretto di protezione creato dopo lo tsunami che rendeva inagibile un ponte del canale alla città di Ishinomaki, oppure al porto di Kesen’numa. La banchina era rialzata con le assi di ferro, per scaricare i pesci dalle navi. Anche stavolta, ho visto gli accumuli di terriccio che fungevano da pontile ai porticcioli. Per ricostruire le città o i paesi, occorre prima di tutto un innalzamento del suolo, ma con quali materiali ? L’aeroporto di Sendai, la linea ferroviale ad alta velocità o l’autostrada di Tōhoku, sono stati ripristinati quasi subito dopo la catastrofe del 2011,il mondo intero ha constatato l’efficienza nipponica con grande ammirazione. Ma dove è finita questa efficienza nipponica? Questi paesaggi desolanti sono identici uguali a quelli di 2 anni fa e mi hanno dato la sensazione dello smarrimento dell’intera zona. Questa regione anche prima della catastrofe naturale, soffriva la diminuzione della popolazione; i giovani si trasferivano nelle grande città, come Tokyo per ricerca di lavoro. Nello stesso periodo, ho letto i libri di un biologo, prof. Akira Miyawaki, che sosteneva che le macerie causate dal terremoto e lo tsunami erano la materia prima per la ricostruzione del suolo, che aveva suscitato grande interesse nel pubblico e in qualche politico.    ⇒La proposta del biologo  Akira Miyawaki Ma dopo tre anni dallo tsunami, queste voci sono state ignorate. I comuni, le prefetture o anche la regione, non ce la fanno da soli. Ci vuole un sostegno del Giappone intero. Quando sanno dove devono andare, i giapponesi ci arrivano! Dopo aver visitato il museo dell’Ambra e Seiryūdō (Grotta di Drago Azzurro) a Kuji, siamo andati fino a Hachinohe per prendere il treno ad alta velocità per tornare a Tokyo. Ho avuto l’illusione che io abbia solo proseguito da Morioka  fino a Hachinohe , passando Miyako , Tarō, Fudai e Kuji , senza intervallo di questi due anni. L’amarezza che avevo due anni fa dopo avere  visitato Sendai , Ishinomaki , Kesennuma,  Ōfunato ③, Kamaishi, mi opprimeva di nuovo anche questa volta. (Testo: Chie Wada)

Non Tacere

Carmagnola (TO) – 29/3/2014       ➡この記事の日本語はこちら
L’assemblea del Mondo in Cammino, ha avuto luogo presso Carmagnola il 29/3/2014. L’evento intitolato “NON TACERE”, dedicato a Iralia Alpi e Miran Hrovatin, ha ospitato alcuni personaggi noti o non al grande pubblico, caratterizzati dal fatto di essere persone tenaci nel far conoscere la loro verità.

Gli ospiti sono intervenuti in tre gruppi in tre tappe:
1. Sul caso Iralia Alpi e Miran  Hrovatin, con M. Gritta Granier e Pino Scaccia.
2. Decrescita felice con la testimonianza  riguardo ai luoghi gravemente contaminati dagli incidenti nucleari del 1957 di Majak  dell’epoca  Sovietica; Majak, fiume Techa, Lago Karachai, con Andrea Bertaglio, Luca Scabbia,  Alessandro Tesei e Pierpaolo Mittica.
3. Appello del prof. Yuri Banzhevsky, medico bielorusso, titolare degli studi sugli effetti del disastro di Chernobyl.Il presidente del Mondo in Cammino, Massimo Bonfatti, è stato il moderatore dei dibattiti, con il contributo musicale di Progetto Khorakhané.
                    Nella sala dell’assemblea, TomoAmici ha allestito un banchetto come gli anni precedenti, per illustrare che Fukushima non è lontano da noi anche se sembrerebbe molto lontano geograficamente e sono passati più di tre anni dall’incidente nucleare di Fukushima. Sono state proiettate delle foto, alcuni video e i nuovi dati riguardanti il disastro nucleare.
La vera storia del disastro nucleare di Fukushima
Pericolo delle radioattività artificiali anche alla minor quantità…
Fukushima, peggio di Chernobyl Gli amici giapponesi di TomoAmici hanno insegnato ai visitatori come fare origami, spiegando il significato di “Orizuru (gru fatto di origami)”, cioè il simbolo della pace.