Diario di un viaggiatore in Giappone

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Tokyo – il marzo 2016
Ciao a tutti! Sono stato scelto, nel mese di marzo 2016, da una tv giapponese, per la realizzazione diuna puntata di un programmadedicato a non giapponesi, appassionati del Giappone per un qualche motivo, che desiderino andarci e realizzare i loro sogni. Vi racconto quindi questa mia avventura.
Sono partito il 19 marzo 2016, e arrivato il 20 all’aeroporto di Narita, dove mi aspettava la troupe televisiva. Ho passato quattro giorni davvero intensi insieme a loro, in cui ho visto molte meraviglie e vissuto altrettante esperienze davvero uniche. Il primo giorno a Tokyo, ho visitato il tempio Meiji-jingū, dedicato all’imperatore, e ho appreso il rito di purificazione shintō da eseguire prima di entrare nei templi shintoisti. Qui ho avuto la fortuna di assistere ad un matrimonio shintō, con i partecipanti vestiti tutti in abiti tradizionali, è stato molto affascinante! Il giorno seguente sono andato ad Iwama, prefettura di Ibaraki, nel luogo in cui si era stabilito definitivamente Ō-sensei, Morihei Ueshiba, fondatore dell’arte marziale chiamata Aikidō, di cui sono un praticante. Qui ho conosciuto tanti maestri che sono stati suoi diretti allievi, e sono rimasto colpito dalla loro gentilezza, dai loro modi eleganti, e dai sorrisi. È più probabile che offrano loro qualcosa agli allievi che il contrario! Qui ho dormito la prima volta nel dōjō, nel futon sopra al tatami, mentre la seconda volta in una stanza col pavimento in legno, sempre sul futon!

Credo che in Italia me ne procurerò uno! Da provare.
Dopo due giorni di pratica ad Iwama, il giorno dopo sono andato all’Hombu dōjō di Tokyo e ho partecipato ad una lezione del Dōshu, Moriteru Ueshiba, nipote del fondatore dell’Aikidō. È stata un’esperienza sicuramente interessante.
Mi sono poi spostato a Kamakura, prefettura di Kanagawa, deliziosa città a circa 50 km a sud-ovest di Tokyo. Qui si respirava davvero aria di bushi (guerrieri giapponesi), per la storia di cui questa città è intrisa. È stata infatti la prima città ad ospitare lo Shōgun, capo dei militari, il quale (Yoritomo Minamoto) fondò nel 1192 il primo governo bushi, il bakufu. Un tempio stupendo è quello di Tsurugaoka Hachimangū.
                    
Finito il lavoro con la troupe, mi sono poi spostato solo di passaggio a Nagoya, città molto grande, per stabilirmi due giorni ad Ise, verso la costa, ad ovest di Tokyo.
Sono stato subito colpito dall’atmosfera tanquilla e pacifica, dalla cortesia (caratteristica tipica dei giapponesi, ma qua ancora più marcata) degli abitanti di questo luogo. Sorrisi, gentilezza e pietanze gustose, sono all’ordine del giorno. Famosi sono i dolcini di Akafuku, serviti con dell’ottimo tè verde, e superba la tempura di gamberi assaporata nel primo ristorante che mi era balzato agli occhi. Non bisogna scegliere, ad Ise è il cibo che viene da noi ! Bellissimi i templi che ho visitato qui: Gekū (“Ge” significa fuori), e quello grande Naikū (“Nai” significa interno), il più importante tempio shintoista del Giappone, in quanto dedicato alla dea Amaterasu – Ōmikami, fondatice e protettrice del Giappone. Gekū è vicino alla stazione, ci si arriva a piedi, Naikū è raggiungibile comodamente con 10 minuti di pullman.
Mi sono poi spostato a Kyoto, dove ho visto diverse cose. Per cominciare, il famoso padiglione d’oro, Kinkaku-ji, completamente ricoperto da fogli d’oro; lì vicino c’è Ryōan-ji, tempio zen che ospita il giardino secco più famoso e grande del Giappone; Sanjūsangen-dō, tempio che ospita le 1000 statue di buddha, realizzate in dimensioni umane, costruite da circa settanta artigiani nel corso di moltissimi anni, e protette da 28 guardiani. Un buddha molto più grande si erge al centro del tempio; Kiyomizu-dera, dal quale c’è una vista strepitosa su Kyoto, tempio che si erge su un’imponente struttura costituita con enormi travi di legno; Fushimi Inari-taisha, con le kitsune (volpi) poste come messaggeri degli dei, e i numerosissimi torii di legno che creano una sorta di tunnel rosso che suggerisce il percorso, davvero suggestivo! Ci sarebbe moltissimo altro da vedere ma non ho avuto tempo!  * Cliccando sulla foto, s’ingrandisce.
                
Nel mio soggiorno a Kyoto ho dormito da un amico giapponese, vicino alla stazione centrale. La casa era costituita dai due piani. Al piano terra (chiamato primo piano), rialzato di circa 30 cm da terra, c’era un ingresso, un soggiorno, una camera da letto, il bagno e la cucina; al piano di sopra (quindi il 2°), c’erano altre camere da letto. Nonostante la casa fosse nuova, era stata costruita in stile giapponese, secondo lo stile di Kyoto, con un piccolo giardino interno chiamato “Tsubo-niwa”, con porte scorrevoli di legno e carta, il tatami come pavimento, e i futon come letti (davvero comodi!!).
Il giorno seguente mi sono spostato ad Hiroshima, dove vi ho passato tutta la giornata. Lì ho visto il Museo della Pace, in cui il disastro della bomba atomica è presentato in maniera quanto più veritiera, cruda e reale possibile, senza tralasciare i dettagli più agghiaccianti dell’accaduto.
                    Da lì, prima con un treno, e poi con un traghetto, sono andato a Miyajima, un’isola che ospita il famoso tempio Itsukushima, con il grande torii rosso (il portale dei templi) bagnato dal mare, davanti alla spiaggia. Qui ho avuto la fortuna di imbattermi in una ricostruzione storica, con tanto di samurai, musicisti, cortigiani e monaci ! Ho poi assaggiato i dolcini tipici a forma di foglia, deliziosi, e le mitiche ostriche fritte, piatto tipico di questa graziosa zona.
                    
Sono poi andato a Nara, in cui ho visto l’imponente tempio Tōdai-ji, il quale ospita la statua di buddha più grande del Giappone, alta 15 metri e realizzata in bronzo, davvero incredibile ! Prima di arrivare al tempio, la curiosa presenza dei numerosi e pacifici cervi, rallegra la passeggiata del visitatore di questi luoghi.
                   
Il mio viaggio è proseguito con il ritorno ad Iwama, per altri due giorni di allenamento di Aikidō, e si è concluso con il ritorno a Tokyo. Qui, come ultimo giorno, ho visitato il Museo Nazionale di Tokyo ricco di tesori nazionali, e ho inoltre approfittato per fare shopping nel quartiere di Asakusa, famoso per i numerosi negozi di gadget per i turisti. La giornata si è conclusa con una passeggiata al parco di Ueno, tra bancarelle, cibo di ogni genere preparato al momento, pic-nic improvvisati, e fiumi di gente. Ed è qui che ho avuto la fortuna di ammirare i famosi e meravigliosi ciliegi in fiore, simbolo di questo paese, sakura. Hanami, ovvero “vedere i fiori”, è uno spettacolo per gli occhi, ed un piacere per la mente, con centinaia di migliaia di petali rosa che coprono il cielo ai passanti.
                    
In conclusione, la terra del Sol Levante è una terra ricca di tradizioni, sapori, sorrisi e gentilezza. Qui il moderno si concilia con il passato, con l’armonia e la serenità tipica di una delle nazioni più belle da andare a vedere e visitare, il Giappone.
(Torino il 3 aprile 2016  / Alessandro Maggiolino)

Quinto anniversario

Sono state tenute le due iniziative per commemorare  V° anniversario della catastrofe naturale nel Tōhoku e del disastro nucleare di Fukushima.
Torino - il 12 marzo:  ”NON DIMENTICARE il GIAPPONE” al circolo ARCI “La Poderosa” 
La serata è cominciata con la proiezione del filmato  “La catastrofe del marzo 2011″ ed è proseguita dal concerto di Yamato – O  e durante l’intervallo del concerto,  è stato proiettato un’altro filmato dell’ingeniere Hiroaki Koide, “la vera storia del disastro nucleare di Fukushima” dove spiegava cosa era successo alla centrale nucleare di Fukushima nel marzo del 2011. Dopo il concerto di Yamato – O, dove sono state eseguite le canzoni esclusivamente giapponesi, il libro “Dimenticare Fukushima” che sarà in breve pubblicato è stato presentato dall’autore-traduttore, Matteo Oscar Lombardi. Per concludere la serata, Yamato – O ha eseguito “Hana wa saku”. Nonostante sia la commemorazione della tragedia e che abbia trattato gli argomenti assai pesanti, l’atomosfera dell’iniaiztiva era molto dinamica e propositiva.

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A Cosenza
 - l’11 marzo: La proiezione del film documentario “L’isola degli àuguri

La proiezione al Live Music Pub B-SIDE è stato realizzato da varie associazioni culturali di Cosenza come NipponiCS, Hacklab Cosenza e Nerd30.
Questo film documentario di Aya Hanabusa narra degli isolani di Iwaishima che protestano la costruzione della Centrale Nucleare di Kaminoseki da più di 30 anni  e fino adesso sono riusciti ad impedirla. Tramite la vita quotidiana semplice e rispettosa verso la natura degli isolani, questo film ci pongono le grandi domande filosofiche; Cosa è la civiltà?   Cosa è la felicità?  Cosa è il valore della vita? Il rapporto tra natura e gli uomini ecc.  Dopo aver visto questo film, gli isolani ci appaiono gli autentici àuguri. Nonostante che questo film sia stato realizzato prima dell’incidente di Fukushima, è una risposta per i problemi dopo l’incidente nucleare.
* per vedere filmato cliccare sulla finestra verde ↓↓↓