Yamato-O al Salone del Libro di Torino 2017

Torino -il 22 maggio 2017             日本語の記事はこちらから⇒

Il 30° Salone Internazionale del libro di Torino
2017, intitolato “Oltre i confini”,  si è concluso il 22 maggio, con grande soddisfazione degli organizzatori. Questa edizione è riusciata ad  attrarre ben 140.746 visitatori cui si aggiungono altri 25 mila biglietti venduti negli eventi collaterali e al salone off. Tuttavia questi risultati non erano stati previsti, poiché le grandi case editrici come Mondadori ed Einaudi avevano disertato il Salone di Torino per partecipare ad un altro “Book Fair” organizzato a Milano proprio un mese prima dell’apertura del Salone di Torino. Il numero dei visitatori, il volume delle vendite delle case editrici che hanno partecipato al Salone, nonché la varietà delle iniziative, hanno decretato questa edizione come la migliore edizione.
                      
In In questa occasione memorabile, Yamato – O ha avuto l’onore di partecipare come rappresentante della cultura giapponese presso lo stand dell’Aikikai d’Italia. Aikikai d’Italia è la filiale in Italia dell’Aikikai Foundation di Tokyo, di cui il presidente è Moriteru Ueshiba, il nipote del fondatore dell’ “AIKIDŌ”, un’ arte marziale giapponese diffusa ormai in tutto il mondo. L’Aikikai d’Italia ha presenziato per la terza volta al Salone del Libro, dove ha presentato le pubblicazioni sull’Aikidō ed ha organizzato dimostrazioni  pratiche, il tutto in un ambiente con gli oggetti giapponesi originali, come spade e  origami realizzati da Gianna Alice, 5° dan di Aikidō. La signora Alice viene invitata spesso dall’Istituto di Origami di Tokyo, per insegnare ai giapponesi come ricreare le sue opere.
                                       
Il gruppo di musica giapponese Yamato – O, ha eseguito i brani con abbigliamento tradizionale giapponese e dopo il concerto, la cantante del gruppo, Chie Wada, si è resa disponibile a scrivere, con caratteri giapponesi, i nomi dei visitatori dello stand. Il maestro Alberto Leis, il quale ha organizzato con il maestro Filippo Ladisi, la partecipazione dell’Aikikai d’Italia al Salone del Libro di Torino, si ritiene soddisfatto dell’interessamento del pubblico, ma spera di migliorare ancora per l’anno prossimo. TomoAmici concorda con il maestro!

“L’isola degli àuguri” al Cecchi Point

Torino – 17/05/2017  日本語ページはこちらから⇒
Il film documentario giapponese “L’isola degli àuguri” di Aya Hanabusa è stato proiettato al Cecchi Point di Torino mercoledì 17 maggio. Questo film  è stato girato dal 2008 al 2010, prima dell’incidente nucleare di Fukushima del 2011 nell’Isola di Iwai che  appartiene al comune di Kaminoseki. Il sindaco di questo paese deicise   di ospitare la centrale nucleare del CEPCO (The Chugoku Electric Power Co., Inc.) nel 1982. Grazie alla loro tenacia opposizione, fino adesso la Centrale Nucleare di Kaminoseki non è stata costruita. Ma questo film non è sul nucleare come dichiara la regista anzi parla della vita di tutti i giorni degli isolani. La vita quotidiana dell’isola è sobria e semplice, ma senza rinunciare alle tecnologie moderna, ed è armoniosa e gioiosa come indica l’ideogramma 祝 , il nome dell’isola.
Nota sul nome dell’isola e del titolo del film.
Nel presentare questo film in Italia è stato il primo lavoro dell’associazione culturale Ponte fra Italia e Giappone – TomoAmici o forse meglio dire che è stata fondata la nostra associazione proprio per questo scopo.  Il film sottotitolato in italiano da TomoAmici, ha vinto il primo premio al IV SiciliAmbiente Documentary Film Festival 2012 ed è stato proiettato in vari posti dell’Italia ma per la prima volta TomoAmici ha organizzato direttamente la proiezione a Torino, grazie alla collaborazione del Cecchi Point. Il quale ci ha aiutato per realizzare anche la precedente iniziativa del 12 marzo scorso, “Yamato – O in concerto per Amatrice”.
                   
Il pubblico ha aprezzato non solo la filosofia degli isolani o della bellezza dei paesagi del mare e della collina e anche del modo di vivere molto diverso da cui gli occidentali credono come lo stile di vita del Giappone.
                     
Dopo la proiezione del film, la presidente di TomoAmici, Chie Wada ha spiegato l’attuale situazione dell’isola d’Iwai, incluso la facenda giudiziale, la quale era stata sollevata tra Cepco e gli attivisti contro la costruzione della centrale nucleare nel 2009.
Il pubblico ha ricevuto Hachimaki, fascia per la testa, scritta in giapponese “Assolutamente NO alla costruzione della centrale nucleare!”, come omaggio.
*Per chi vuole organizzare la proiezione del film, contattare: info@tomoamici.net

Yamato – O per Amatrice

Torino il 12 marzo 2017      日本語ページはこちらから ⇒
L’associazione culturale “Ponte fra
Grazie alla collaborazione con Cecchi Point  (Torino), il 12 marzo 2017 si è tenuto l’evento “Yamato – O in concerto” (Flauto-Monica Galdini, Pianoforte-Alessandro Maggiolino, Batteria-Alessandro Melle, Voce-Chie Wada).
L’ incasso della serata è stato interamente devoluto al comune di Amatrice per il completamento dei lavori alla  biblioteca civica.
Il repertorio del gruppo si compone di brani appartenenti alla cultura giapponese e, a metà concerto, è stato proiettato un video messaggio del regista Aya Hanabusa, il quale ha realizzato il film documentario “L’isola degli àuguri“; quest’ultimo sarà proiettato il 17 maggio al Cecchi Point di Torino. Il programma del 12/03/2017 al Cecchi Point
                    
Questo film giapponese racconta la vita degli isolani che da 30 anni si oppongono con successo alla construzione della centrale nucleare nel loro comune. Il documentario è stato sottotitolato in italiano e presentato da TomoAmici al SiciliAmbiente Filmfestival del 2012, ottenendo il primo premio.
TomoAmici desidera ringraziare tutti coloro che hanno partecipato all’ evento del 12 marzo!
                    

Settimana della memoria

Casalborgone (TO)  dal 22/01 al 30/01/2017  日本語での記事はこちらから⇒
La mostra fotografica “Hiroshima e Nagasaki” è stata inaugurata il 22 gennaio 2017 a Casalborgone ed è stata chiusa al 30 gennaio  2017 al Teatro San Carlo di Casalborgone. TomoAmici ringrazia il comune di Casalborgone per l’ospitalità di questa mostra e l’associazione culturale “Dal Gallo Sebastiano” per la proposta di questa mostra e i materiali forniti per la realizzazione della mostra.
                    
Questa mostra composta dai 30 pannelli di foto e due filmati arriva dal Giappone, dall’associazione “Mayors for peace (I sindaci per la pace)” .
➡ Programma di sala a Casalborgone
Per l’inaugurazione della mostra fotografica a Casalborgone si è svolta al Teatro San Carlo dove è stata allestita. In questa occasione il terzo filmato è stata aggiunto ai due filmati  (Pica -Don e la preghiera delle madri). Questo video è l’estratto della conferenza del prof. Lugi Mosca del dicembre 2016 alla Poderosa.
Si può consultare l’intero materiale sul Youtube.
“Come tirar fuori il mondo dal rischio di una catastrofe nucleare”
Qui hanno percepito che bomba nucleare non sia solo causa della tragedia del passato da ricordare, anzi è un grande problema di adesso!
                    
Dopo le proiezione dei filmati, l’inaugurazione si è svolta con lettura ad altavoce e un piccolo concerto.
“Il gran sole di Hiroshima” di cui il finale è stato letto è un romanzo basato sul fatto che accadde in realta. Per questa lettura hanno partecipato le cittadine di Casalborgone.
Il concerto di musica giapponese è tenuto dal gruppo musicale Yamato – O.  
                    L’estratto del concerto
Le spiegazioni delle canzoni eseguite si trovano sulla pagina in basso di Yamato – O. 
Per chi vuole organizzare questa mostra,  rivolgersi all’associazione culturale
Dal Gallo Sebastiano” oppure da noi TomoAmici.
Chi vuole firmare la petizione per un un Trattato d’Interdizione delle armi nucleari entro 2020 all’ONU, potete partecipare on-line.
➡ http://www.mayorsforpeace.org/english/campaign/projects/petition/online.html

Mostra Fotografica Hiroshima e Nagasaki

Torino – 19/11 ~13/12/2016     この記事の日本語版はこちらから ⇒
La mostra fotografica “Hiroshima e Nagasaki” sulla tragedia della prima esplosione nucleare durante la seconda guerra mondiale si è tenuta dal 19 novembre al 13 dicembre 2016 a Torino. La mostra composta da 30 pannelli e alcuni filmati, viene proposta dall’associazione culturale Dal Gallo Sebastiano in collaborazione con l’associazione Mayors for Peace (Sindaci per la Pace) nata nel 1982 per l’iniziativa della città di Hiroshima e di Nagasaki, alla quale diversi comuni aderiscono anche in Italia.
                    L’associazione di promozione sociale “La Poderosa” ha ospitato questa mostra fotografica con la collaborazione di TomoAmic. L’inaugurazione della mostra si è tenuta alla Poderosa la sera del 19 novembre. (* volantino dell’inaugurazione) è stato composta dalle proiezioni dei filmati,  ”Pica – Don” ,”Hiroshima – la preghiera delle madri“ e il terzo video “Adesso…” di TomoAmici, l’appello per la raccolta delle firme promossa dalla “Mayors for Peace”, per il trattato internazionale di divieto totale delle armi nucleari, un piccolo concerto di Yamato – O e la lettura ad alta voce del finale del romanzo “Gran sole di Hiroshima” di Karl Brückner.
Programma della sala   ▼L’esecuzione di “HANA ” di Yamato – O
Questa mostra è stata allestita non solo per ricordare la tragedia di più di 70 anni fa, anzi sia la Poderosa che TomoAmici ha ritenuto che questa iniziativa sia molto importante per la situazione attuale. Il perché: il 27 ottobre 2016, Le Nazioni Unite hanno adottato a larga maggioranza una risoluzione politica che chiede di avviare nel 2017 i negoziati per un Trattato internazionale che vieti le armi nucleari. A favore della risoluzione hanno votato 123 nazioni, con Austria, Brasile, Irlanda, Messico, Nigeria e Sud Africa che si sono assunti il compito di redigere concretamente la Risoluzione. Invece l’Italia e il Giappone hanno votato contro!  
L’evento per l’inaugurazione ha colpito emotivamente i partecipanti della serata e hanno risposto all’appello per il trattato di divieto totale delle armi nucleari. 
L’iniziativa intitolata “Come tirar fuori il mondo dal rischio di una catastrofe nucleare” del 13 dicembre (*Volantino) per la chiusura della mostra è stata altrettanto efficace per convincere i partecipanti della serata che il globo è seriamente minacciato dal pericolo nucleare.  Il professore Luigi Mosca (già direttore laboratorio fisico delle particelle di Modane e  il presidente Armes Nucléaires STOP) ha parlato, in modo  razionale, sulle armi nucleari relazionando sulla storia dell’armi nucleari e delle battaglie per il disarmo nucleare. I dati forniti dal professore hanno mostrato che quanto siamo coinvolti direttamente: La potenza dell’armi nucleari esistenti attualmente, equivale a  500.000 bombe di Hiroshima, che può distruggere la Terra per ben 10 volte, ed in Italia esistono le 90 bombe nucleai nel suo territorio per conto della NATO.
                    

il contenuto del discorso del Prof. Mosca (Pdf)
il contenuto del discorso del Prof. Mosca (video)
L’ecologista attivissimo, Mario Agostinelli  (Presidente Energia Felice e Portavoce del contratto mondiale per l’energia e il clima) ha completato il discorso di Mosca allargando all’uso civile del nucleare. Secondo Agostinelli, l’uso civile del nucleare è stato vinto e la direzione verso l’ energia rinnovabile è fortunatamente irreversibile.
Ma ciò nonostante, è impossibile separare il discorso tra l’uso civile e l’uso militare del nucleare, perché l’uso del plutonio creato dalle centrali nucleari civile è destinato quasi unicamente per l’uso militare.
Se adesso chiudessero tutte le centrali nucleari esistenti e fosse varato il trattato di totale divieto delle armi nucleari, i problemi del smantellamento delle bombe e dei reattori, e delle scorie nucleari permangono alle future generazioni.
Questo incontro ha comunque espresso le seguenti conclusioni:
la prima tappa obbligatoria per la salvezza dell’umanità dal pericolo nucleare è il divieto totale delle armi nucleari come altri armi già bandite dall’ONU;
●le armi biologici (1972) ●le armi chimiche (1993) ● le mine terrestre (1997) ● le bombe a grappolo (2008).
★per arrivare a qualsiasi metà positiva, ci vuole la forte spinta della opinione pubblica.
Anche i partecipanti dell’iniziativa per la chiusura della mostra hanno firmato per il trattato internazionale che divieti le armi nucleari.
L’associazione di Hibakusya (soppravissuti dal bomba nucleare) raccoglie le firme per lo stesso scopo, via online. Si può firmare da qua ⇒ Appeal for a Nuclear Ban Treaty.
Dopo la serata dell’inaugurazione, TomoAmici ha ricevuto qualche proposta per la mostra ed in breve si concretizzeranno.
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La raccolta delle foto PER il FUTURO –  Un quaderno per gli studi sulla Guerra dell’Asia e dell’Oceano Pacifico  sarà disponibile anche nella Biblioteca “Dal Gallo Sebastiano”.

Bonsai in Italia

 Torino – 15/10/2016               日本語の記事はこちらから⇒
TomoAmici ha visitato con i suoi amici, il laboratorio del signor Paolo Giai, l’artista di Bonsai e Shitakusa, insieme al ceramista italiano Fabio Ciancaglini. Che cos’ è un “Bonsai” ? I bonsai sono alberi in miniatura, che vengono mantenuti intenzionalmente nani nel vaso, anche per molti anni. L’arte dei bonsai è molto affine all’arte della ceramica. La scelta dei vasi dipende dal tipo di albero e i vasi per i bonsai sono molto variegati nei colori, nelle forme, nei materiali e nella finitura.
Un bonsaista sceglie il vaso più adatto nel momento in cui l’albero comincia ad essere un bonsai e dovrà crescere e vivere in esso per  lunghissimi anni.

La cura di queste piante è considerata un’arte giapponese e, in effetti, la parola “Bonsai” è giapponese, tuttavia il bonsai fu importato nell’undicesimo secolo dalla Cina.Tecnicamente c’è una grande differenza tra il bonsai giapponese e il penjing cinese: il bonsai giapponese risulta più stilizzato e si ottiene togliendo, invece il penjing cinese risulta più ricco e si ottiene aggiungendo. Una delle ragioni per cui il bonsai giapponese fu sviluppato in questo modo raffinato, è da imputare all’associazione con il buddismo, specialmente “Zen”. L’arte del bonsai collegata allo Zen e non come semplice coltivazione di alberi nani in vaso, fu diffusa nell’epoca Kamakura, tra il ceto Bushi (la nuova classe dirigente) e soprattutto tra i bonzi, gli intellettuali dell’epoca.
Si può allargare questo discorso anche più in generale alla cultura, alla cucina e alla filosofia di questi due popoli, non ci interessa il motivo, ma semplicemente constatiamo che i giapponesi prediligono la semplicità e il minimalismo.
****************** *cliccando sulle foto, s’ingrandiscono!
                      
Paolo ha mostrato numerosi vasi di Bonsai nelle diverse fasi di crescita, illustrando le cure necessarie per ogni fase. Nella collezione delle opere di Paolo, ci sono alcuni bonsai di qualche centinaia di anni di età. Paolo ha spiegato che i muschi che ricoprono le superfici del terriccio, per quanto molto belli da vedere, disturbano la crescita del bonsai e possono mettere a repentaglio la sopravvivenza stessa degli alberi.
                     
Dunque, i muschi, sono utilizzati soltanto durante le esposizioni, in occasioni particolari e sul “Tokonoma”.  I vasi contengono anche delle composizioni di erbe chiamate “Shitakusa”, che in giapponese significa “le erbe basse che vivono sotto gli alberi”. 
Gli allievi di Paolo, nel frattempo, creavano la forma dei bonsai, per farlo ci sono due metodi: la potatura per gli alberi con foglie grandi e la tecnica con il fil di ferro per le sempreverdi.
                     
Il tema della lezione del giorno, era “Kazari” cioè “decorazione”, dunque si è alestito un angolo di un tavolo come un Tokonoma. Un tokonoma (床の間) è una piccola alcova rialzata, presente nella stanza per gli ospiti o per la cerimonia del tè, tipica delle case in stile tradizionale giapponese. Si allestisce con un vaso di shitakusa (o bonsai), per esprimere la natura della stagione corrente, si aggiungono poi altri oggetti e “kakejiku”,disegni o  calligrafia, così il tokonoma diventa un paesaggio molto più ampio. Il tokonoma simboleggia la natura che ci circonda, ma un vaso di bonsai può essere in sè la rappresentazione del mondo intero.
                    Alcuni occidentali associano queste caratteristiche alla sensibilità delicata e fragile dei giapponesi, rilevando anche il forte attaccamento ai dettagli.
Paolo, invece, vede nel bonsai giapponese la capacità di afferrare un grande universo e replicarlo in un piccolo vaso. Abbiamo trovato un’ altro esempio di come molti italiani siano più bravi dei giapponesi in una disciplina giapponese, quando quest’ultima li affascina e li coinvolge. 

Movimento contro la costruzione della Centrale Nucleare di Kaminoseki

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Yamaguchi – 30/08/2016
Per comprendere questo processo che è arrivato alla sua conclusione il 30 agosto scorso, deve risalire fino al 1982, quando la CEPCO (The Chugoku Electric Power Co) propose la costruzione della Centrale Nucleare nella comune di Kaminoseki che fa parte l’isola di Iwai. l’isola degli àuguri , la protagonista del film documentario di Aya Hanabusa.  (Cliccando sulla foto  di sopra si può vedere il Traler del film. ↑↑↑↑↑↑
TomoAmici ha messo i sottotitoli in italiano nel film e l’ha presentato alla IV SiciliAmbiente Documentary Film Festival 2012  (7/2012), dove ha vinto il primo premio.
Il movimento contro la costituzione della centrale nucleare di Kaminoseki è nato appena si è compreso questo progetto ed i trainanti di questa battaglia sono gli abitanti dell’Isola d’Iwai.       *Nella foto, sopra: L’isola d’Iwai, sotto: la baia da riempire.
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Secondo il progetto di CEPCO, la centrale nucleare dovrebbe sorgere sul suolo di cui la metà che si otterrà con il riempimento del mare di Tanoura dell’Isola di Nagashima, di fronte all’isola di Iwai. L’agosto del 2008, la CEPCO aveva ottenuto il permesso valido per 4 anni, di riempimento di 140.000 ㎡ della superficie di questa baia dal governatore della prefettura di Yamaguchi. Il 5 novembre del 2009, la CEPCO manda le due piattaforme e una nave per la preparazione dei lavori per il riempimento di Tanoura. Ma davanti alla grande manifestazione degli abitanti dell’Isola d’Iwai e la gente arrivata da fuori per impedire. La troupe mandata dalla Cepco si è ritirata già il 7 novembre. L’andamento della manifestazione di quei giorni è stato ampiamente descitto nel film “L’isola degli àuguri”. Il giorno 7 uno degli imputati è stato ferito durante la manifestazione ed è stato ricoverato all’ospedale.
                    
Ciò nonostante il dicembre 2009, la CEPCO ha depositato al Tribunale distrettuale di Yamaguchi la richiesta di risarcimento danni causato dai quattro imputati. La CEPCO ritieneva che l’impedimento dei lavori causati dai quattro imputati, aveva portato la perdità economica. La somma di danaro di 47,900,000 yen richiesta inizialmente diminuisce al 38.000.000 yen nel 2012, senza specifica ragione. Secondo il consiglio degli avvocati, questo processo è puramente per scoraggiare il movimento dei cittadini contro la costruzione della centrale nucleare. Noi di TomoAmici abbiamo visitato l’Iwaishima in proprio questo periodo, il settembre del 2013, e abbiamo saputo del processo e abbiamo capito il disagio degli imputato spiegato dal signor Shimuzu, il rappresentante del movimento contro la costruzione della centrale. Ma siamo stati impressionati dalla tenacia e la lungimiranza degli isolani.
↑↑↑↑↑Cliccando sulla foto di sopra, potete leggere l’articolo sulla visita.
Dall’incidente nucleare di Fukushima del marzo 2011, questo progetto è praticamente fermo. Ineffetti, la CEPCO non ha potuto dimostrare al tribunale che essa abbia avuto i danni economici a causa delle manifestazioni di quei giorni.
Se questo processo fosse stato intentato dalla CEPCO per scoraggiare il movimento contro la costruzione della centrale, gli effetti sono stati completamente contrari. Sempre di più le persone che volevano assistere a questo processo per incoraggiare gli imputati e il sostegno al movimento contro la costruzione della Centrale Nucleare divenne sempre più grande. Dopo le 18 udienze e i 19 dibattimenti al Tribunale di Yamaguchi, il 30 agosto è arrivata alla conciliazione.
      
La CEPCO rinuncia alla totale somma che aveva richiesto come risarcimento danni, invece ha allargato al quarto imputato l’ordinanza del Tribunale di Yamaguchi del gennaio 2015  che divieta ai tre imputati e gli altri isolani di Iwaishima di entrare nella superficie del mare dove destinata a sorgere la centrale nucleare di Kaminoseki. Ma questo divieto è valido solamente nel caso che riparitissero i lavori per il riempimento del mare. Ecco la ragione di essere chiamata questa sentenza “La conciliazione vittoriosa”. Perché i quattro imputati sono immune dal pagamento e la metodologia della manifestazione non è influenzata dalla conciliazione. Si può manifestare il loro dissenso liberamente entro i limiti della legalità, come sempre mantenuto dall’inizio.
Questa conciliazione è un sospiro di sollievo non solo per i quattro imputati anche per il movimento. Ma il problema rimane finché la CEPCO non rinunci completamente alla costruzione della Centrale Nucleare di Kaminoseki per chi vuole salvaguardare l’ambiente. Poiché il governatore della prefettura di Yamaguchi ha rinnovato il permesso dei lavori di riempimento il 4 agosto scorso che era già scaduto l’ottobere 2012 nell’ipotesi della costruzione della Centrale nucleare che l’attuale governo giapponese vuole proseguire la via del nucleare. Cliccando sulla foto destra parte il video che spiega la particolarità di questa zona di mare. La spiegazione è in giapponese ma si può capire benissimo quale patorimonio naturale del Giappone è in pericolo.  Per gli isolani e la gente contrario alla distruzione dell’ambiente, la battaglia continua!
Il Consiglio degli avvocati difensori degli imputati che si oppongono alla costruzione della Centrale Nucleare di Kaminoseki ha lasciato la seguente dichiarazione (30/08/2016)  
⇔Dichiarazione sulla riconciliazione vittoriosa con Cepco⇔