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Notizie da TomoAmici
Torino – 11 settembre 2017
La spiegazione del titolo italiano del film documentario giapponese “L’isola degli àuguri” è stato sostituito con un nuovo testo. In questo occasione, TomoAmici vi propone la proiezione di questo film. Le condizioni richieste sono state modificate e adesso sono diventate molto facili per organizzare la proiezione del film.
per leggere ⇒Nota sul titolo italiano “L’isola degli àuguri”
per vedere ⇒Trailer di questo film
per informazione: info@tomoamici.net
Torino – giugno 2017
Nell’ambito dell’arte marziale giapponese “Aikidō”, sono stati tenuti i laboratori di Sumie e Shodō. Per saperne di più, cliccare qua. “Aikidō e Sumi”


Torino - Sabato 20 maggio 2017
Yamato – O ha eseguito esclusivamente i brani giapponesi presso lo stand dell’Aikikai d’Italia al Salone Internazionale del libro di Torino ( aperto dal 18 al 22 maggio 2017).
Saperne di più ➡


 T
orino – 17/05/2017
Il film documentario giapponese “L’isola degli àuguri” di Aya Hanabusa è stato proiettato al Cecchi Point di Torino mercoledì 17 maggio. Questo film  è stato girato dal 2008 al 2010, prima dell’incidente nucleare di Fukushima del 2011 nell’Isola di Iwai che  appartiene al comune di Kaminoseki.
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Da quando stata fondata l’associazione culturale “Ponte fra Italia e Giappone – TomoAmici”, ogni anno in questo periodo TomoAmici ha organizzato vari eventi per non dimenticare il terremoto, lo tsunami e il disastro nucleare dell’11 marzo  2011 in Giappone. Quest’anno TomoAmici ha voluto esprimere la propria solidarietà e vicinanza ai paesi del centro Italia, colpiti recentemente dal terremoto. Grazie alla collaborazione con Cecchi Point  (Torino), il 12 marzo 2017 si è tenuto l’evento “Yamato – O in concerto” . L’ incasso della serata è stato interamente devoluto al comune di Amatrice.
Per dettagli, cliccare qua ⇒⇒⇒ 

  La mostra fotografica “Hiroshima e Nagasaki” è stata inaugurata il 22 gennaio 2017 a Casalborgone. È stata aperta fino al 30 gennaio  2017 al Teatro San Carlo di Casalborgone. TomoAmici ringrazia il comune di Casalborgone per l’ospitalità di questa mostra e l’associazione culturale “Dal Gallo Sebastiano” per la proposta di questa mostra e i materiali forniti per la realizzazione della mostra.
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informazione, cliccare qua ⇒
Gennaio 2017, anche negli scaffali della Biblioteca “Dal Gallo Sebastiano” di Meana di Susa è aggiunto il libro fotografico di Hideo Shibuya Per il futuro, un quaderno per gli studi sulla guerra dell’Asia e dell’Oceano Pacifico”,  allegato con un libretto di spiegazioni delle foto in italiano, preparato apositamente per i lettori italiani. In questo modo TomoAmici ha voluto ringraziare  per la mostra fotografica “Hiroshima e Nagasaki” proposta dalla medesima associazione”Dal Gallo Sebastiano”. Il  giugno del 2016, questo libro era arrivato anche alla Biblioteca Comunale “Peppino Impastato” di Ladispoli è aggiunto La direttrice della biblioteca, la signora Marina Panunzi sottolinea; Nonostante le differenze linguistiche, le immagini del libro sono molto eloquenti e costituiscono una preziosa fonte di documentazione di un periodo drammatico della storia del Giappone, un periodo che deve essere giustamente ricordato alle nuove generazioni, affinchè la storia non si ripeta.

Abbiamo pubblicato sulla pagina “Non solo Fukushima” il contenuto del discorso del prof. Luigi Mosca all’iniziativa per la chiusura della mostra fotografica “Hiroshima e Nagasaki” alla Poderosa del 13 dicembre scorso. Per guardare il file intero, cliccare qua ⇒
Come tirar fuori il mondo dal rischio di una catastrofe nucleare (in PDF)
Come tirar fuori il mondo dal rischio di una catastrofe nucleare (In forma video)

Torino – 19/11 ~13/12/2016
La Poderosa ha ospitato la mostra fotografica “Hiroshima e Nagasaki” composta dai 30 pannelli e alcuni filmati, proposta dall’associazione culturale
Dal Gallo Sebastiano in collaborazione  dell’associazione “I sindaci per la Pace”. TomoAmici ha attivamente contribuito per la realizzazione di questa mostra e il gruppo musicale Yamato – O ha partecipato all’inaugurazione della mostra. La mostra è stata conclusa il 13 dicembre con l’iniziativa “Come tirar fuori il mondo dal rischio di una catastrofe nucleare“. Per saperne di più, cliccare qua ⇒

Aikidō e Sumi

Torino – giugno 2017          この記事の日本語版はこちらから⇒
Durante lo stage di Aikidō del maestro Domenico Zucco VII dan all’Athos di Casalborgone, si è tenuto il corso di Sumie (1-2 / giugno)  e nello stesso mese si è aperto un laboratorio di Shodō all’ Aikidō Dōjō “Muishizen” di Alessandro Melle. In tutte le due discipline tradizionali giapponesi, si usano i pennelli e inchiostro nero chiamato “Sumi” .
I laboratori di Sumie, 墨-Sumi (inchiostro nero) +絵-E (disegno) sono tenuti da Mizue Fukuda arrivata direttamente da Tokyo e il laboratorio di Shodō è stato tenuto da Saryū Wada di TomoAmici. *Le origini di Shodō e Sumie sono dalla antica Cina, ma tutte le due discipline sono state trasformate piano piano in Giappone.
L’artista visiva  Fukuda ha cominciato a far disegnare i fogli di bambù di tre tipi, al tempo bello e sereno, a pioggia e al vento. Il primo problema è stato che in Italia i bambù non si vedono così frequente come in Giappone. Per fortuna, all’ Athos, c’ è un boschetto di bambù e un grande ramo è stato portato all’interno della sala dove si svolgeva la lezione. La caratteristica di Sumie è nel disegnare con pennellate ben individuali tra loro, cioè non si può ripetere la pennellata nella stessa linea che già tracciata e con un colore solo di nero. Con un pennello imbevuto di sumi deve esprimere qualcosa concreta visuale con  chiaro e scuro, forza e debolezza, la sfumatura, la graduarità di una pennellata.  Non si sa se questo concetto sia compreso dagli allievi italiani, forse no…. Perchè gli italiani tendenzialmente volevano disegnare alla maniera imparata prima, cioè giustando e soppraponendo le linee già esistenti.
                   
Mentre nel laboratorio del Shodō, Saryū ha spiegato che l’origine di Shodō è nel imparare le lettere, cioè Shūji composto da due ideogrammi 習- imparare e 字- le lettere, e che linee devono essere linee, non devono essere le forme di linee, cioè non si può ripetere la pennellata nella stessa linea che già tracciata, come nella Sumie.  Per cominciare Shodō, almeno si doveva imparare qualche lettere in giapponese. Così Saryū ha insegnato il numero uno(一), due(二), tre(三), dieci(十),  e qualche altri ideogrammi facili. Ma alcuni partecipanti volevano scrivere “Aikidō” in kanji. A questa richiesta, Saryū non ha potuto rifiutarla e qualcuno ha compiuto questa impresa come si vede nella foto. In due casi, i partecipanti si sono divertiti delle discipline lontane dal mondo occidentale. Sia Sumie che Shodō ha qualcosa che comuna in Aikidō, a parte che siano tutte le tre discipline sono giapponesi?  Forse sì!!  Nonostante che le due discipline siano in arte visiva, ha qualcosa di temporarietà come l’esecuzione della musica; non si può modificare l’andamento dopo che sia cominciata. Una volta messo il pennnello sulla carta, non può più cancellare o modificare fino allo stacco del pennello dalla carta. Anche nell’Aikidō, non esistendoci  né vincità né perdità, l’esecuzione di una tecnica è l’unica ed immodificabile dopo l’inizio.  Nello sport dove c’è vincere o perdere, qualsiasi cambiamento di andamento durante la partita è possibile, all’ultimo momento si può succedere di tutto per ribaltare il risultato. Ma nell’Aikidō, se cominciato male, non puoi recuperare……. Dall’ inizio alla fine, l’esecuzione di una tecnica è unica assoluta.  Bella o brutta che sia! Questa “unica volta sola” probabilmente affascina  ai praticanti di Aikidō alle discipline Sumie e Shodō. Per riuscire bene questa impresa, ci vuole non solo la concentrazione al momento dell’esecuzione ma sono indispensabile  le esercitazioni quotidiani e permanenti.
                     Maestra Fukuda che è anche la possessore di V° dan di Kyūdō, dice che anche nel Kyūdō  conta forse di più la bellezza della forma dell’esecuzione, che nel tirare la freccia al centro del target e aggiunge “Nell’arte marziale, essendo arte, c’entra sempre la bellezza”. Provabilmente  questa unicità temporale comuna in queste discipline giapponesi. Certo che con uno o due lezioni, è impossibile nel fare bene, ma certamente i partecipanti hanno assaggiato il gusto di avventurarsi nel mondo lontano.

Yamato-O al Salone del Libro di Torino 2017

Torino -il 22 maggio 2017             日本語の記事はこちらから⇒

Il 30° Salone Internazionale del libro di Torino
2017, intitolato “Oltre i confini”,  si è concluso il 22 maggio, con grande soddisfazione degli organizzatori. Questa edizione è riusciata ad  attrarre ben 140.746 visitatori cui si aggiungono altri 25 mila biglietti venduti negli eventi collaterali e al salone off. Tuttavia questi risultati non erano stati previsti, poiché le grandi case editrici come Mondadori ed Einaudi avevano disertato il Salone di Torino per partecipare ad un altro “Book Fair” organizzato a Milano proprio un mese prima dell’apertura del Salone di Torino. Il numero dei visitatori, il volume delle vendite delle case editrici che hanno partecipato al Salone, nonché la varietà delle iniziative, hanno decretato questa edizione come la migliore edizione.
                      
In In questa occasione memorabile, Yamato – O ha avuto l’onore di partecipare come rappresentante della cultura giapponese presso lo stand dell’Aikikai d’Italia. Aikikai d’Italia è la filiale in Italia dell’Aikikai Foundation di Tokyo, di cui il presidente è Moriteru Ueshiba, il nipote del fondatore dell’ “AIKIDŌ”, un’ arte marziale giapponese diffusa ormai in tutto il mondo. L’Aikikai d’Italia ha presenziato per la terza volta al Salone del Libro, dove ha presentato le pubblicazioni sull’Aikidō ed ha organizzato dimostrazioni  pratiche, il tutto in un ambiente con gli oggetti giapponesi originali, come spade e  origami realizzati da Gianna Alice, 5° dan di Aikidō. La signora Alice viene invitata spesso dall’Istituto di Origami di Tokyo, per insegnare ai giapponesi come ricreare le sue opere.
                                       
Il gruppo di musica giapponese Yamato – O, ha eseguito i brani con abbigliamento tradizionale giapponese e dopo il concerto, la cantante del gruppo, Chie Wada, si è resa disponibile a scrivere, con caratteri giapponesi, i nomi dei visitatori dello stand. Il maestro Alberto Leis, il quale ha organizzato con il maestro Filippo Ladisi, la partecipazione dell’Aikikai d’Italia al Salone del Libro di Torino, si ritiene soddisfatto dell’interessamento del pubblico, ma spera di migliorare ancora per l’anno prossimo. TomoAmici concorda con il maestro!

“L’isola degli àuguri” al Cecchi Point

Torino – 17/05/2017
Il film documentario giapponese “L’isola degli àuguri” di Aya Hanabusa è stato proiettato al Cecchi Point di Torino mercoledì 17 maggio. Questo film  è stato girato dal 2008 al 2010, prima dell’incidente nucleare di Fukushima del 2011 nell’Isola di Iwai che  appartiene al comune di Kaminoseki. Il sindaco di questo paese deicise   di ospitare la centrale nucleare del CEPCO (The Chugoku Electric Power Co., Inc.) nel 1982. Grazie alla loro tenacia opposizione, fino adesso la Centrale Nucleare di Kaminoseki non è stata costruita. Ma questo film non è sul nucleare come dichiara la regista anzi parla della vita di tutti i giorni degli isolani. La vita quotidiana dell’isola è sobria e semplice, ma senza rinunciare alle tecnologie moderna, ed è armoniosa e gioiosa come indica l’ideogramma 祝 , il nome dell’isola.
Nota sul nome dell’isola e del titolo del film.
Nel presentare questo film in Italia è stato il primo lavoro dell’associazione culturale Ponte fra Italia e Giappone – TomoAmici o forse meglio dire che è stata fondata la nostra associazione proprio per questo scopo.  Il film sottotitolato in italiano da TomoAmici, ha vinto il primo premio al IV SiciliAmbiente Documentary Film Festival 2012 ed è stato proiettato in vari posti dell’Italia ma per la prima volta TomoAmici ha organizzato direttamente la proiezione a Torino, grazie alla collaborazione del Cecchi Point. Il quale ci ha aiutato per realizzare anche la precedente iniziativa del 12 marzo scorso, “Yamato – O in concerto per Amatrice”.
                   
Il pubblico ha aprezzato non solo la filosofia degli isolani o della bellezza dei paesagi del mare e della collina e anche del modo di vivere molto diverso da cui gli occidentali credono come lo stile di vita del Giappone.
                     
Dopo la proiezione del film, la presidente di TomoAmici, Chie Wada ha spiegato l’attuale situazione dell’isola d’Iwai, incluso la facenda giudiziale, la quale era stata sollevata tra Cepco e gli attivisti contro la costruzione della centrale nucleare nel 2009.
Il pubblico ha ricevuto Hachimaki, fascia per la testa, scritta in giapponese “Assolutamente NO alla costruzione della centrale nucleare!”, come omaggio.
*Per chi vuole organizzare la proiezione del film, contattare: info@tomoamici.net